I consigli per un tè perfetto

07/082019
Tazza di tè

Qual’è la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua? La sfida è fra il tè e il caffè, e la medaglia d’argento spetterà a uno o all’altro a seconda delle nazioni o dei continenti dove questa domanda viene rivolta. Quello che è certo è che al caffè manca quell’aurea di sacralità che viene universalmente riconosciuta al tè.

Spesso il rapporto col caffè viene consumato frettolosamente, sotto forma di una rapida sorsata mattutina o in dosi massicce per una veglia notturna, sacrificando il piacere del gusto e dell’aroma alla necessità di tenere gli occhi aperti. Al contrario una tazza di tè è associata a un’atmosfera di calma e di meditazione che, in certi paesi, ha fatto di questa bevanda un simbolo nazionale.

Non illudiamoci che la Gran Bretagna si fermi davvero ogni giorno alle cinque in punto. Ma che siate nella megalopoli londinese o in un paesino dello Yorkshire troverete sempre una tearoom dove assaporare un tè in un ambiente rilassante e, magari, dai richiami vittoriani.

In Cina il Gong Fu Cha, uno dei più diffusi rituali del tè, esige da parte del padrone di casa movimenti lenti e delicati nel servire l’infuso e richiede agli ospiti di sorseggiarlo con la massima serenità.

In Giappone la cerimonia del tè, il Cha no yu, rappresenta una pratica spirituale che porta alla pace interiore.

E anche l’Italia, la patria dell’espresso, ha il suo rito del tè. La regola fondamentale è una sola: il desiderio di rilassarsi in compagnia della nonna, degli amici o dei soci del vostro circolo. E quelli che seguono sono dei semplici consigli che potete seguire se volete dimostrare eleganza e stile con i vostri ospiti.


I pezzi di un servizio da tè

  • La teiera. E’ il pilastro su cui si regge questa occasione e potete trovarne in porcellana, ceramica, terracotta, vetro, ghisa o, per chi può permettersi questo lusso, in argento. Ma se l’aspetto estetico dipende dai vostri gusti il tipo di tè che vorrete servire sarà legato al materiale di realizzazione. La scelta dovrebbe ricadere sulle classiche teiere in porcellana non solo per motivi tradizionali, ma anche perché sono fra quelle che più mantengono l’aroma dell’infuso. Hanno inoltre il vantaggio di essere più resistenti all’usura rispetto ai materiali “poveri”, in particolare alla ceramica che col tempo inizia a presentare delle crepe. Molto valide anche le teiere in ghisa, che possono essere usate con tutti i tipi di tè, mentre quelle in argento si prestano solo ai tè più forti come quelli di Ceylon o africani.
  • Il bricco d’acqua bollente. Si usa per allungare il tè se gli ospiti non lo desiderano troppo carico. Non sempre questo compito può essere svolto dal latte sia per questioni di gusto personale sia perché certe qualità di tè, come quello bianco, vanno bevuti senza questa aggiunta.
  • La lattiera. Con cui servire il latte a temperatura ambiente.
  • La zuccheriera. Se un tempo si portava in tavolo solo lo zucchero bianco adesso gli ospiti si aspetteranno di trovare anche lo zucchero di canna e le bustine di dolcificante dietetico. Se non potete disporre di tre zuccheriere uguali un compromesso può essere quello di ricorrere a recipienti vintage in latta, con scompartimenti dove dividere i diversi tipi di zucchero.
  • Un barattolino di miele, un dolcificante che rappresenta un’ottima alternativa allo zucchero. Tranne quelli verdi il miele è adatto a tutti i tipi di tè.
  • Un piattino con le fette di limone, se richieste dalla qualità di tè.
  • Un passino, per raccogliere le foglie nel caso che la teiera sia senza filtro.
  • Una clessidra, per calcolare il tempo di infusione del tè.
  • Alzate e vassoi per torte, dolci e tramezzini.
E’ ovvio che ogni ospite debba avere una tazza con piattino, oltre a un piatto con forchetta per il dessert, ma a volte il numero degli invitati può superare quello dei pezzi a nostra disposizione. Un modo allegro e originale per risolvere questo problema è quello di mescolare tazze e piattini di servizi diversi creando una simpatica confusione di colori. Questo è anche un modo per recuperare quei servizi che hanno dei pezzi mancanti o per utilizzare quelle tazze di cui vi siete innamorati passeggiando per un mercatino. L’importante è rispettare l’omogeneità dello stile, evitando di mescolare pezzi stile liberty con le tazzone ricevute in regalo coi biscotti, e non presentare pezzi scheggiati.

Come preparare e servire il tè

Se possibile è meglio evitare l’uso dell’acqua di rubinetto per preparare l’infuso, a causa della presenza del cloro. Invece un’acqua minerale con un PH neutro non ne altererà il gusto.

Un altro errore è quello di portare l’acqua ad ebollizione. Questo processo, comune nella pratica anglosassone, brucia infatti le foglie creando un retrogusto amarognolo. L’ideale sarebbe osservare l’acqua fino a quando non si vedono le prime bollicine sollevarsi dal fondo e in quel momento spegnere il fornello. A questo punto l’acqua può essere versata nella teiera e portata in tavola dove l’infusione avverrà alla presenza degli ospiti.

Tocca ai padroni di casa versare il tè nelle singole tazze per poi distribuirle agli invitati. Mentre saranno questi ad aggiungere latte, limone o zucchero in base alle proprie preferenze.

Quando il buffet è misto è consigliabile iniziare a servire le specialità salate per passare poi a quelle dolci.


Gli abbinamenti con i dolci

La prima colazione deve fornire le energie per affrontare la giornata almeno fino alla pausa del pranzo, ai carboidrati dei croissant deve quindi essere affiancato un forte tè nero.

Per un tè pomeridiano accompagnato da paste e biscotti sono da preferire invece tè leggeri come le qualità verdi o bianche.

Per i dolci a base di crema sono consigliabili i tè neri indiani come quelli provenienti dalla regione del Darjeeling.

Crostate, dolci al cucchiaio, mousse e torte morbide si accompagnano ai tè melange, ovvero ai tè miscelati con spezie, erbe, fiori o frutta. I melange a base di frutti di bosco sono anche i più adatti ai dolci al cioccolato.