Zucchero semolato

Malgrado l’agguerrita concorrenza dello zucchero di canna e dei prodotti dietetici il dolcificante ancora oggi più impiegato sia in ambito professionale che domestico è lo zucchero semolato, il classico zucchero da tavola bianco e cristallino.

Scientificamente è chiamato saccarosio ed è un composto formato da due monosaccaridi: il glucosio e il fruttosio. E’ presente in tutte le piante, anche se in realtà è più conveniente estrarlo dalle barbabietole da zucchero (Beta vulgaris). Questa è una varietà di rape diffusa nelle zone temperate marittime e continentali e in Italia coltivata prevalentemente in Emilia Romagna, nel Veneto, in Puglia e in Abruzzo. Il vantaggio delle barbabietole è nell’alta concentrazione di saccarosio, circa il 16-18% della massa.

Nel processo di produzione le barbabietole vengono tagliate in fettucce e poste sotto un getto d’acqua a 80 gradi che ne estrae il contenuto zuccherino. Questo sciroppo, noto come sugo grezzo, viene poi centrifugato separandolo in due sostanze: la melassa e lo zucchero greggio.

La melassa si presenta come un liquido denso e scuro usato per la produzione di alcol o di lievito di birra.

Lo zucchero greggio è invece ancora inadatto al consumo a causa del cattivo odore e sapore. Viene quindi sottoposto a ulteriori processi di raffinazione e ad un trattamento di sbiancatura che portano al gusto e all’aspetto a noi familiari.

Oltre che in granelli lo zucchero semolato è disponibile anche in quadretti ed in pani, usati dai pasticceri professionisti per la realizzazione di sculture.


Apporto calorico dello zucchero semolato
 100 grammi 400 calorie
 10 grammi (un cucchiaino) 40 calorie
 5 grammi (una bustina) 20 calorie


Prodotti di Zucchero semolato